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  COME VEDERE L'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA HOW TO SEE CONTEMPORARY ARCHITECTURE
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Mario Botta, MAXXI, Roma, Sacro e ProfanoNature / Mario Botta / Sacro e profano / Sacred and Profane, Roma (Italy), MAXXI. Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Galleria Gian Ferrari, 8 april / 4 september 2022

«Costruire è di per sé un atto sacro, è un’azione che trasforma una condizione di natura in una condizione di cultura; la storia dell’architettura è la storia di queste trasformazioni. Il bisogno che spinge l’uomo a confrontarsi con la dimensione dell’infinito è una necessità primordiale nella ricerca della bellezza che sempre ha accompagnato l’uomo nella costruzione del proprio spazio di vita»
Mario Botta

Architetto svizzero di fama internazionale, ha realizzato in tutto il mondo opere e progetti di grande importanza, come il MoMA di San Francisco e il Museo Tinguely di Basilea. Formatosi con Carlo Scarpa e profondamente ispirato dagli incontri con Le Corbusier e Louis I. Kahn, è oggi riconosciuto a sua volta come un grande maestro dell’architettura internazionale. Mario Botta (Mendrisio, 1943) è il protagonista della settima edizione del ciclo NATURE, in cui il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo invita un architetto a progettare un’installazione site specific che rappresenti una sintesi della propria ricerca architettonica, una sorta di “autoritratto tridimensionale”.

Mario Botta, MAXXI, Roma, Sacro e ProfanoIn mostra una selezione di progetti realizzati, perché, come afferma Botta stesso “il costruito, al di là dell’idea dell’architetto, risulta infinitamente più ricco e testimonia lo spirito della comunità e della committenza interpretando il tempo del vivere collettivo”.
Il tema del Sacro e del Profano, individuato dall’autore e dai curatori come concetto guida della mostra, si riferisce ovviamente alla diversa funzione degli edifici scelti per l’esposizione, quindi alla distinzione tra luoghi di culto e spazi dedicati alle istituzioni civili. Per l’autore l’accostamento di sacro e profano ha però un valore più ampio e rappresenta il punto di partenza ideale per una riflessione profonda intorno a quel senso di sacralità che è insito nell’architettura stessa e in alcuni dei suoi elementi chiave: luce e ombra, gravità e leggerezza, trasparenza e materia, percorsi e soglie.

Per la Galleria Gian Ferrari del MAXXI Botta ha immaginato un’installazione molto coinvolgente, affollata di oggetti/architetture a varie scale: dai prototipi di vasi ai modelli di edifici, alla riproduzione in scala 1:2 dell’abside della chiesa di Mogno fino al grande padiglione ligneo costruito in dimensioni reali, utilizzando materiali naturali e profumatissimi legni pregiati, trattati con cura artigianale. L’obiettivo è creare intorno al visitatore un’atmosfera che riassuma essa stessa le forme, la materia e l’essenza delle architetture di Mario Botta.

Mario Botta, MAXXI, Roma, Sacro e Profano, Chiesa di San Giovanni Battista a MognoCompletano il racconto dell’universo progettuale di Botta il grande tappeto-arazzo “Anatolia”, realizzato da Atelier Moret su progetto di Cleto Munari, una serie di schizzi originali, fotografie e il film documentario di Francesca Molteni, appositamente prodotto per l’occasione, ricco di voci, testimonianze e commenti di persone del mondo della cultura a lui vicine.


Mario Botta, MAXXI, Roma, Sacro e Profano

Mario Botta, MAXXI, Roma, Sacro e ProfanoI progetti in mostra
A rappresentare il tema del SACRO i progetti di una serie di edifici di culto realizzati da Botta in tutto il mondo: dalla , in Svizzera, iniziata nel 1986 e che per l’architetto rappresenta il primo vero incontro con la dimensione del sacro, fino alla Chiesa di San Rocco a Sambuceto in Abruzzo, ultimata nel 2022. E ancora: la Cattedrale della Resurrezione a Évry (Francia), con il suo iconico corpo cilindrico tagliato in diagonale; la Cappella di Santa Maria degli Angeli sul Monte Tamaro (Svizzera), che sembra essere ancorata nella montagna; la Sinagoga Cymbalista e l’annesso Centro dell’eredità ebraica di Tel Aviv, due spazi dai volumi identici ma che si differenziano per l’uso della luce; la maestosa struttura lignea del San Carlino sul Lungolago di Lugano, realizzata per commemorare i 400 anni dalla nascita di Borromini, per rileggere in chiave contemporanea l’eredita del maestro barocco; la Chiesa del Santo Volto di Torino, frutto di un programma di riqualificazione della città pensato per reintegrare nel tessuto urbano le aree industriali dismesse degli anni Settanta.

Il tema del PROFANO è invece rappresentato da quattro progetti: due edifici museali, il MART di Rovereto e il Museo Bechtler di Charlotte, Carolina del Nord (Stati Uniti), entrambi pensati come “cattedrali laiche”, luoghi in cui comunicare e diffondere la cultura e la memoria e interrogarsi sul senso più profondo dell’arte. E ancora: il Fiore di Pietra sul Monte Generoso, in Svizzera, ristorante dall’inconfondibile struttura a pianta ottagonale che ricorda i petali di un fiore, con vista a 360 gradi sulle montagne e il nuovo Centro termale Fortyseven° di Baden, sempre in Svizzera in cui le vasche termali, come dita di una grande mano, si protendono verso il fiume Limmat, che abbraccia la città.



Mario Botta, Sacro e Profano, MAXXI
Norman Foster, Motion Autos Art Architecture, Guggenheim Museum BilbaoNorman Foster (concept and design), Motion. Autos, Art, Architecture, Bilbao (Spain), Guggenheim Museum Bilbao, 8 april / 18 september 2022

The Guggenheim Museum Bilbao presents Motion. Autos, Art, Architecture, sponsored by Iberdrola and Volkswagen Group. The exhibition celebrates the artistic dimension of the automobile and links it to the parallel worlds of painting, sculpture, architecture, photography, and film. Taking a holistic approach, the exhibition challenges the separate silos of these disciplines and explores how they are visually and culturally linked.

Motion, Wrapped Volkswagen, Volkswagen Beetle Salon, Motion, Guggenheim Bilbao, Norman FosterThe exhibition considers the affinities between technology and art, showing for example how use of the wind tunnel helped to aerodynamically shape the automobile to go faster with more economic use of power. This streamlining revolution was echoed in works of the Futurist movement and by other artists of the period. It was also reflected in the industrial design of everything from household appliances to locomotives. The exhibition brings together around forty automobiles – each the best of its kind in such terms as beauty, rarity, technical progress and a vision of the future. These are placed centre stage in the galleries and surrounded by significant works of art and architecture. Many of these have never before left their homes in private collections and public institutions, and as such, are being presented to a wider audience for the first time.

The exhibition is spread over ten spaces in the museum. Each of seven galleries is themed in a roughly chronological order. These start with Beginnings and continue as Sculptures, Popularising, Sporting, Visionaries and Americana and close with a gallery dedicated to what the future of mobility may hold.

Motion, General Motors, Firebirds I II III, Guggenheim Bilbao, Norman FosterFuture shows the work of a younger generation of students from sixteen schools of design and architecture on four continents, who were invited by the Norman Foster Foundation to imagine what mobility might be at the end of the century, coinciding roughly with the 200th anniversary of the birth of the automobile.

The remaining four spaces comprise a corridor containing a timeline and immersive sound experience, a live clay-modelling studio and an area devoted to models.

Unlike any other single invention, the automobile has completely transformed the urban and rural landscape of our planet and in turn our lifestyle. We are on the edge of a new revolution of electric power, so this exhibition could be seen as a requiem for the last days of combustion.
Missing Link. Strategies of a Viennese Architecture Group (1970–1980), Vienna [Wien], Austria [Österreich], MAK Museum für angewandte Kunst / Museum of Applied Arts, 11 may / 2 october 2022

Missing Link, Strategies of a Viennese Architecture Group, Angela Hareiter, Otto Kapfinger, Adolf Krischanitz, MAK, ViennaFounded in 1970 by Angela Hareiter, Otto Kapfinger, and Adolf Krischanitz, the architecture group Missing Link was one of the most important phenomena to emerge on Austria’s avant-garde art and architecture scene in the 1970s. With their boundary-breaking and interdisciplinary projects, they looked for the missing links between people, architecture, urbanism, art, and social fabric and enriched architecture’s repertoire with experimental concepts. In recent years it has been possible to enrich the group’s “premature estate”—acquired by the MAK in 2014—with further acquisitions and donations. With the exhibition MISSING LINK: Strategies of a Viennese Architecture Group (1970–1980) and the accompanying catalog, the architecture group’s extensive oeuvre is being reviewed in full for the first time.

Missing Link, Strategies of a Viennese Architecture Group, Angela Hareiter, Otto Kapfinger, Adolf Krischanitz, MAK, ViennaHareiter, Kapfinger, and Krischanitz met at the technical university (then the Technische Hochschule, now the Technische Universität) in Vienna and joined forces as Missing Link with the aim of reimagining the scope of architecture, divorced from specific commissions and academic dogmas. During the decade of its existence, the group produced an extremely multifaceted and at the time highly respected body of work comprising urban sociology studies, actions, and experimental telefilms alongside artistic installations, objects, paintings, drawings, and posters. Arranged thematically, the MAK exhibition covers the group’s entire oeuvre.

The show begins with the early work, which was produced while the group’s members were still students and constitutes utopian projects closely aligned with the so-called Austrian Phenomenon—the Austrian architecture avant-garde in the years from 1958 to 1973. For example, the display features Angela Hareiter’s housing modules for flexible and participative future living, which were typical of the time: Plastik explodiert [Plastic Explodes] (1965), Future House (1966/67), and Kinderwolken [Children’s Clouds] (1966/67). Works in the exhibition by Adolf Krischanitz include Swimtainer (1969), a model for floating housing modules.

Another focus of the show is Missing Link’s artistic actions and objects from the early 1970s. In Treffen auf dem Feld [Meeting in the Field] (1972), sociological behaviors were analyzed using the simplest equipment and props. This project led to a film produced later that same year for the Austrian public service broadcaster ORF called 16. November: Eine Utopie in 9 wirklichen Bildern [16 November: A Utopia in 9 Real Pictures]. Simple, at times furniture-like objects also arose during this creative period, such as Betonbrecher [Concrete Breaker] and Tonne [Barrel/Tub] (both 1971), which serve as concepts with which to explore Brutalist architecture and the emerging oil crisis.

Media analyses and research projects are another important aspect of Missing Link’s oeuvre. Projects like Via Trivialis (1973) and Via Nostalgia (1973) investigated specific urban settings in Vienna, such as the transport connection between the Westeinfahrt (major road entering to the city in the west) and the Gürtel beltway. Further unpublished essays written by Missing Link in the fields of urban sociology and media criticism will be on display in the MAK exhibition in the form of original typescripts.

Missing Link, Strategies of a Viennese Architecture Group, Angela Hareiter, Otto Kapfinger, Adolf Krischanitz, MAK, ViennaThe group’s extensive drawing and painting activities are characterized by often mysterious subjects (fragments of airplanes, submarines, and zeppelins), which can be interpreted in part as a reflection on World War II or the Vietnam War: they are juxtaposed with examples of popular culture like book and record covers or film posters.

Soon after Angela Hareiter’s departure from the group in the mid-1970s, the so-called Wiener Studien [Viennese Studies] were created, in which Kapfinger and Krischanitz’s growing interest in built architecture became apparent. With large-format, systematic drawings, they turned their attention to distinctive features of Vienna’s architectural landscape, such as the structural typology of Red Vienna or the interiors of Viennese coffeehouses. On the basis of their investigations, they proposed among other things their own housing complex in the tradition of Vienna’s interwar municipal housing projects: an archetypal Postmodernist answer to Red Vienna, which sadly went unrealized.

The exhibition concludes with the group’s late work, including the exhibition Austrian New Wave (Institute for Architecture and Urban Studies, New York, 1980). Curated mainly by Kapfinger and Krischanitz, the show toured several American cities and provided an overview of the Austrian architecture avant-garde of the 1970s on the basis of posters. Alongside Missing Link, these posters also represented Hermann Czech, Heinz Tesar, Rob Krier, and the group IGIRIEN, among others.

Missing Link, Strategies of a Viennese Architecture Group, Angela Hareiter, Otto Kapfinger, Adolf Krischanitz, MAK, ViennaEvery area of the exhibition is enhanced with context related to the form and content of the group’s work. On display are contemporary approaches by creatives and groups such as Archizoom, Haus-Rucker-Co, Coop Himmelb(l)au, Zünd-up, Walter Pichler, Hans Hollein, VALIE EXPORT, Günther Domenig and Eilfried Huth, Joseph Beuys, Günter Brus, Ettore Sottsass, Birgit Jürgenssen, and Heinz Frank, as well as historical influences including Otto Wagner, Josef Frank, the architecture of Red Vienna, and Viennese coffeehouse culture.

Even after the dissolution of Missing Link, the members of the group remained important protagonists in the cultural and creative sector: Otto Kapfinger earned an international reputation as an academic and long-standing contributor to the daily newspaper Die Presse and is now considered the doyen of Austrian architectural criticism. Adolf Krischanitz became a self-employed architect and is known among other things for the Kunsthalle Wien – Project Space (2001/02), as well as many significant buildings in Austria and abroad; from 1991 to 1995 he was also president of the Vienna Secession. Angela Hareiter had a successful career as an art director on international film and television projects.

The exhibition is accompanied by the publication MISSING LINK: Strategies of a Viennese Architecture Group (1970–1980), MAK Studies 29, by Anna Dabernig and Sebastian Hackenschmidt, edited by Lilli Hollein and Sebastian Hackenschmidt. German/English, 332 pages with a comprehensive catalogue raisonné and numerous illustrations, most of which are published here for the first time.
Aldo Rossi, Design 1960-1997, Milano, Museo del Novecento, ItalyAldo Rossi. Design 1960-1997, Milano (Italy), Museo del Novecento, 29 april / 2 october 2022

Il Museo del Novecento presenta Aldo Rossi. Design 1960-1997 a cura di Chiara Spangaro, in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi e Silvana Editoriale, dal 29 aprile al 2 ottobre. Con questa mostra il Museo del Novecento prosegue nel dialogo interdisciplinare tra le arti, caratteristico della contemporaneità, approfondendo la figura dell’architetto, designer, teorico e critico, tra i protagonisti della cultura visiva del XX secolo. Per la prima volta sono esposti, in un percorso spettacolare, oltre 350 tra arredi e oggetti d’uso, prototipi e modelli, dipinti, disegni e studi progettati e realizzati da Aldo Rossi dal 1960 al 1997, una testimonianza visiva della sua attività di designer, progettista e teorico dell’architettura.

Aldo Rossi, Design 1960-1997, Milano, Museo del Novecento, ItalyRossi in tutta la sua produzione, fin dai primi mobili realizzati nel 1960 con l’architetto Leonardo Ferrari, riflette sul rapporto tra la scala architettonica e urbana e quella monumentale e oggettuale. Dal 1979 si apre al mondo della produzione industriale e di alto artigianato, realizzando arredi e prodotti d’uso prima con Alessi, poi con Artemide, DesignTex, Bruno Longoni Atelier d’arredamento, Molteni&C|UniFor, Richard-Ginori, Rosenthal, Up&Up (oggi UpGroup).

In quasi vent’anni di lavoro elabora più di 70 arredi e oggetti, molti dei quali ancora oggi in produzione, sperimentando forme e cromie nel campo dei metalli e del legno, del marmo e della pietra, della ceramica e della porcellana, dei tessuti artigianali e industriali e dei materiali plastici.

La mostra, il cui progetto di allestimento è firmato da Morris Adjmi - MA Architects, collaboratore e poi associato di Rossi a New York, racconta l’universo di Aldo Rossi in nove sale: ciascuna rappresenta un mondo nel quale emerge la relazione tra opere grafiche e prodotti artigianali e industriali, con riferimenti alle architetture e allo spazio privato di Rossi.

Aldo Rossi, Design 1960-1997, Milano, Museo del Novecento, ItalyLa prima sala ci introduce al rapporto tra immagine dipinta e realtà oggettuale, la seconda è dedicata a prototipi e varianti di un immaginario panorama domestico e porta alla ricostruzione di un ambiente poetico nella terza sala, dove opere quali la serie Parigi (UniFor, 1994) e il servizio Tea & Coffee Piazza (Alessi, 1983) sono il centro visivo e metafisico, corredato alle pareti dai disegni inediti degli interni della casa di Rossi in via Rugabella. La quarta sala presenta la varietà della produzione oggettuale, in rapporto con la forma del cubo che rievoca il Cimitero di San Cataldo a Modena e introduce le figure geometriche apollinee utilizzate dall’architetto sia nel design sia nell’architettura, tema della quinta sala: dai prototipi per Richard- Ginori e Rosenthal, alle piante architettoniche del Monumento ai Partigiani di Segrate e della scuola di Fagnano Olona, ai tappeti realizzati con ARP Studio in Sardegna (1986) o le tarsie lignee di Bruno Longoni Atelier d’arredamento (1997). Nella sesta sala sono allestiti sedie, poltrone, grandi mobili e le loro varianti per materiale e colore, dalla scrivania Papyro (Molteni&C, 1989) al tavolino Tabularium (Up&Up, 1985). La ricostruzione dell’interno domestico della sala sette riunisce mobili e oggetti di Rossi con altri da lui collezionati e presenti nelle sue case, tra i quali le caffettiere americane, una stampa di Giovanni Battista Piranesi, una credenza ottocentesca che è servita da ispirazione per il suo design, così da entrare idealmente nel suo spazio personale. Il rapporto con l’architettura, puntuale in tutta la mostra, è evidente nel nucleo dedicato agli arredi ideati da Rossi per alcuni suoi edifici presentato nell’ottava sala: la seduta per il Teatro Carlo Felice di Genova (Molteni&C|UniFor, 1990) o la sedia Museo costruita per il Bonnefanten Museum di Maastricht (UniFor, 1994). La presenza magica e misteriosa del Teatro del Mondo, che chiude la mostra, rievoca le costruzioni temporanee in legno – dal faro alla cabina, al teatro galleggiante e circolarmente riporta al nucleo di opere iniziali.

Aldo Rossi. Design 1960-1997 conduce lo spettatore in un racconto inaspettato, immaginifico e spettacolare che si muove tra forma e uso, classicità, ironia e metafisica, nel quale la libreria ha la foggia di un Piroscafo (con Luca Meda per Molteni&C, 1991), La conica o La cupola sono ora macchine per il caffè (Alessi, 1984 e 1988) ora elementi allestitivi del Teatro Domestico (XVII Triennale di Milano, 1986), il Faro, già teatro a Toronto e museo nell’isola di Vassivière, è una teiera in vetro e ceramica per Rosenthal (1994) o il Monumento di Segrate si affaccia da una tarsia lignea per Bruno Longoni o da un tappeto tessuto in Sardegna.
Alfonso Femia. Architettura e generosità, Firenze (Italy), Museo del Novecento, 29 april / 5 october 2022
Anish Kapoor, Venezia (Italy), Gallerie dell’Accademia, 20 april / 9 october 2022
Anish Kapoor, Venezia (Italy), Palazzo Manfrin, 20 april / 9 october 2022
Dimensional, Klagenfurt (Austria), MMKK Museum Moderner KGünther Domenig, Dimensional, MMKK, Museum Moderner Kunst Kärnten, Klagenfurt, Austriaunst Kärnten, 12 june / 16 october 2022

Günther Domenig, Dimensional, MMKK, Museum Moderner Kunst Kärnten, Klagenfurt, Austria2022 wird dem großen österreichischen Architekten Günther Domenig ein umfangreiches Forschungs- und Ausstellungsprojekt unter dem Titel Günther Domenig: DIMENSIONAL gewidmet.
Die Ausstellung findet an vier Orten in Kärnten gleichzeitig statt - Günther Domenig war gebürtiger Kärntner. In Günther Domenig: DIMENSIONAL wird erstmalig das Werk des Architekten in umfassender Form gezeigt und durch zeitgenössische künstlerische und architektonische Positionen kontextualisiert. DIMENSIONAL sind seine zentralen und heute ikonischen Architekturen. 
Günter Domenig: DIMENSIONAL ist ein Projekt des Architektur Haus Kärnten (AHK) in Kooperation mit dem Land Kärnten gemeinsam mit dem Museum Moderner Kunst Kärnten (MMKK), der Domenig Steinhaus Privatstiftung und der Heft / Hüttenberg, kuratiert von section a.

AUSSTELLUNGSORTE

Die vier Ausstellungsorte stehen für unterschiedliche Aspekte der Arbeit Günther Domenigs, genauso wie sie unterschiedlich bespielt sind.

Im Museum Moderner Kunst Kärnten (MMKK) reflektiert das Kurator:innen Kollektiv section.a gemeinsam mit Christine Wetzlinger-Grundnig, Leiterin des MMKK das Verhältnis von Architektur und Kunst. Die Arbeiten des Architekten werden in einen Dialog mit zeitgenössischen künstlerischen Positionen und ausgewählten Werken aus der Sammlung des Museums gesetzt.

Im Museum Moderner Kunst Kärnten (MMKK) reflektiert das Kurator:innen Kollektiv section.a gemeinsam mit Christine Wetzlinger-Grundnig, Leiterin des MMKK das Verhältnis von Architektur und Kunst. Die Arbeiten des Architekten werden in einen Dialog mit zeitgenössischen künstlerischen Positionen und ausgewählten Werken aus der Sammlung des Museums gesetzt.

PROGRAMM
Begleitet wird die Ausstellung von einem umfangreichen Rahmenprogramm. In einer Tagung im Domenig Steinhaus mit namhaften Theroretiker:innen, Architekt:innen und Künstler:innen wird die historische und internationale Bedeutung des Werks von Günther Domenig und die aktuelle Relevanz beleuchtet.

Zwei Publikationen, die im JOVIS Verlag erscheinen, sowie ein digitales Archiv, das umfassend das gesamte Recherche- und Ausstellungsmaterial einer größeren Öffentlichkeit erstmalig zugänglich macht, begleiten das Ausstellungsprojekt.

Günther Domenig, Dimensional, MMKK, Museum Moderner Kunst Kärnten, Klagenfurt, Austria
Dimensional, Klagenfurt (Austria), Architektur Haus KärntenGünther Domenig, Dimensional, Architektur Haus Kärnten, Klagenfurt, Austriaunst Kärnten, 12 june / 16 october 2022

Günther Domenig, Dimensional, Architektur Haus Kärnten, Klagenfurt, Austria2022 wird dem großen österreichischen Architekten Günther Domenig ein umfangreiches Forschungs- und Ausstellungsprojekt unter dem Titel Günther Domenig: DIMENSIONAL gewidmet.
Die Ausstellung findet an vier Orten in Kärnten gleichzeitig statt - Günther Domenig war gebürtiger Kärntner. In Günther Domenig: DIMENSIONAL wird erstmalig das Werk des Architekten in umfassender Form gezeigt und durch zeitgenössische künstlerische und architektonische Positionen kontextualisiert. DIMENSIONAL sind seine zentralen und heute ikonischen Architekturen. 
Günter Domenig: DIMENSIONAL ist ein Projekt des Architektur Haus Kärnten (AHK) in Kooperation mit dem Land Kärnten gemeinsam mit dem Museum Moderner Kunst Kärnten (MMKK), der Domenig Steinhaus Privatstiftung und der Heft / Hüttenberg, kuratiert von section a.

AUSSTELLUNGSORTE

Die vier Ausstellungsorte stehen für unterschiedliche Aspekte der Arbeit Günther Domenigs, genauso wie sie unterschiedlich bespielt sind.

Im Museum Moderner Kunst Kärnten (MMKK) reflektiert das Kurator:innen Kollektiv section.a gemeinsam mit Christine Wetzlinger-Grundnig, Leiterin des MMKK das Verhältnis von Architektur und Kunst. Die Arbeiten des Architekten werden in einen Dialog mit zeitgenössischen künstlerischen Positionen und ausgewählten Werken aus der Sammlung des Museums gesetzt.


Die Ausstellung im Architektur Haus Kärnten, kuratiert von Raffaela Lackner, Leiterin des Architektur Haus gemeinsam mit section.a, stellt das architektonische Schaffen Domenigs in einen Dialog mit nachfolgenden Generationen von Architekt:innen, deren Arbeit ein Nahverhältnis aufweist oder direkt beeinflusst ist. In Erweiterung ist eine Vortragsreihe mit ausgewählten Architekt:innen geplant.

PROGRAMM
Begleitet wird die Ausstellung von einem umfangreichen Rahmenprogramm. In einer Tagung im Domenig Steinhaus mit namhaften Theroretiker:innen, Architekt:innen und Künstler:innen wird die historische und internationale Bedeutung des Werks von Günther Domenig und die aktuelle Relevanz beleuchtet.

Zwei Publikationen, die im JOVIS Verlag erscheinen, sowie ein digitales Archiv, das umfassend das gesamte Recherche- und Ausstellungsmaterial einer größeren Öffentlichkeit erstmalig zugänglich macht, begleiten das Ausstellungsprojekt.

Günther Domenig, Dimensional, Architektur Haus Kärnten, Klagenfurt, Austria
Günther Domenig, Dimensional, Heft, Hüttenberg, AustriaDimensional, Heft (Austria), Heft/ Hüttenberg, 12 june / 16 october 2022

Günther Domenig, Dimensional, Heft, Hüttenberg, Austria2022 wird dem großen österreichischen Architekten Günther Domenig ein umfangreiches Forschungs- und Ausstellungsprojekt unter dem Titel Günther Domenig: DIMENSIONAL gewidmet.
Die Ausstellung findet an vier Orten in Kärnten gleichzeitig statt - Günther Domenig war gebürtiger Kärntner. In Günther Domenig: DIMENSIONAL wird erstmalig das Werk des Architekten in umfassender Form gezeigt und durch zeitgenössische künstlerische und architektonische Positionen kontextualisiert. DIMENSIONAL sind seine zentralen und heute ikonischen Architekturen. 
Günter Domenig: DIMENSIONAL ist ein Projekt des Architektur Haus Kärnten (AHK) in Kooperation mit dem Land Kärnten gemeinsam mit dem Museum Moderner Kunst Kärnten (MMKK), der Domenig Steinhaus Privatstiftung und der Heft / Hüttenberg, kuratiert von section a.

AUSSTELLUNGSORTE

Die vier Ausstellungsorte stehen für unterschiedliche Aspekte der Arbeit Günther Domenigs, genauso wie sie unterschiedlich bespielt sind.

Im Museum Moderner Kunst Kärnten (MMKK) reflektiert das Kurator:innen Kollektiv section.a gemeinsam mit Christine Wetzlinger-Grundnig, Leiterin des MMKK das Verhältnis von Architektur und Kunst. Die Arbeiten des Architekten werden in einen Dialog mit zeitgenössischen künstlerischen Positionen und ausgewählten Werken aus der Sammlung des Museums gesetzt.

Die Heft/ Hüttenberg gilt als wichtiges Werk in Domenigs Architektur-Oevre. Durch den Leerstand des Gebäudes über mehrere Jahrzehnte hinweg, ist eine einmalige Situation von skulptural-architektonischen Überlagerungen durch die Natur entstanden. Durch künstlerische Interventionen und Arbeiten von Student:innen ausgewählter Kunst- und Architekturuniversitäten, kuratiert von Valerie Messini, Architektin, wird das Gebäude dem Publikum wieder zugänglich gemacht.

PROGRAMM
Begleitet wird die Ausstellung von einem umfangreichen Rahmenprogramm. In einer Tagung im Domenig Steinhaus mit namhaften Theroretiker:innen, Architekt:innen und Künstler:innen wird die historische und internationale Bedeutung des Werks von Günther Domenig und die aktuelle Relevanz beleuchtet.

Zwei Publikationen, die im JOVIS Verlag erscheinen, sowie ein digitales Archiv, das umfassend das gesamte Recherche- und Ausstellungsmaterial einer größeren Öffentlichkeit erstmalig zugänglich macht, begleiten das Ausstellungsprojekt.

Günther Domenig, Dimensional, MMKK, Museum Moderner Kunst Kärnten, Klagenfurt, Austria
Dimensional, Steindorf am Ossiacher See (Austria), Domenig SteinhausGünther Domenig, Dimensional, Domenig Steinhaus, Steindorf am Ossiacher See , Austria, 12 june / 16 october 2022

Günther Domenig, Dimensional, Domenig Steinhaus, Steindorf am Ossiacher See , Austria2022 wird dem großen österreichischen Architekten Günther Domenig ein umfangreiches Forschungs- und Ausstellungsprojekt unter dem Titel Günther Domenig: DIMENSIONAL gewidmet.
Die Ausstellung findet an vier Orten in Kärnten gleichzeitig statt - Günther Domenig war gebürtiger Kärntner. In Günther Domenig: DIMENSIONAL wird erstmalig das Werk des Architekten in umfassender Form gezeigt und durch zeitgenössische künstlerische und architektonische Positionen kontextualisiert. DIMENSIONAL sind seine zentralen und heute ikonischen Architekturen. 
Günter Domenig: DIMENSIONAL ist ein Projekt des Architektur Haus Kärnten (AHK) in Kooperation mit dem Land Kärnten gemeinsam mit dem Museum Moderner Kunst Kärnten (MMKK), der Domenig Steinhaus Privatstiftung und der Heft / Hüttenberg, kuratiert von section a.

AUSSTELLUNGSORTE

Die vier Ausstellungsorte stehen für unterschiedliche Aspekte der Arbeit Günther Domenigs, genauso wie sie unterschiedlich bespielt sind.

Im Museum Moderner Kunst Kärnten (MMKK) reflektiert das Kurator:innen Kollektiv section.a gemeinsam mit Christine Wetzlinger-Grundnig, Leiterin des MMKK das Verhältnis von Architektur und Kunst. Die Arbeiten des Architekten werden in einen Dialog mit zeitgenössischen künstlerischen Positionen und ausgewählten Werken aus der Sammlung des Museums gesetzt.

Das Domenig Steinhaus wird, wie auch die Heft, selbst zum Ausstellungsobjekt und über das Medium Performance, kuratiert von Bettina Kogler, Leiterin des Tanzquartier Wien, auf seine Körperlichkeit hin befragt. Die expressive Geste der Architektur, die zugleich Skulptur ist, wird zu einem Resonanzraum für andere Kunstformen und folgt so der Programmatik der Domenig Steinhaus Privatstiftung.

PROGRAMM
Begleitet wird die Ausstellung von einem umfangreichen Rahmenprogramm. In einer Tagung im Domenig Steinhaus mit namhaften Theroretiker:innen, Architekt:innen und Künstler:innen wird die historische und internationale Bedeutung des Werks von Günther Domenig und die aktuelle Relevanz beleuchtet.

Zwei Publikationen, die im JOVIS Verlag erscheinen, sowie ein digitales Archiv, das umfassend das gesamte Recherche- und Ausstellungsmaterial einer größeren Öffentlichkeit erstmalig zugänglich macht, begleiten das Ausstellungsprojekt.

Günther Domenig, Dimensional, MMKK, Museum Moderner Kunst Kärnten, Klagenfurt, Austria
Ettore Sottsass. Il calcolo, Milano (Italy), Triennale Milano, may / november 2022
Dialogy v čase / Hommage à Ricardo Bofill, Prague [Praha], Galerie Jaroslava Fragnera, 4 november / 31 december 2022
Olafur Eliasson. Nel tuo tempo, Firenze (Italy), Palazzo Strozzi, 22 september 2022 / 29 january 2023
Ettore Sottsass. La parola, Milano (Italy), Triennale Milano, december 2022 / april 2023
 
 
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