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  COME VEDERE L'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA HOW TO SEE CONTEMPORARY ARCHITECTURE
COME VEDERE L'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA HOW TO SEE CONTEMPORARY ARCHITECTURE
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BUILDING
 
 
Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
Church of the Sacred Heart of Jesus
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DESIGNER
 
 
Davide Raffin

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DESCRIPTION
 
Il progetto
Davide Raffin Massimo Poldelmengo Sacro Cuore di Gesù BaragallaIl progetto della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Baragalla (Reggio Emilia), ideata da un gruppo di giovani progettisti guidati dall’arch. friulano Davide Raffin, è risultato vincitore nel 2008 di un importante concorso nazionale ad invito bandito nel 2006 dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) per la Nuova Edilizia di Culto nel contesto del programma dei Progetti Pilota.
Si tratta di un’iniziativa promossa dalla CEI nel 1998 allo scopo di superare il divario generatosi negli ultimi 50 anni tra necessità liturgiche e offerte provenienti dal mondo dell’architettura e dell’arte, per ritornare ad una committenza vivace e al passo coi tempi, come quella praticata dalla Chiesa lungo i secoli.
Il complesso parrocchiale del Sacro Cuore si configura come un edificio a doppia altezza di tipologia conventuale con un grande chiostro al centro segnato da un percorso ciclo-pedonale di accesso, che divide il quadrilatero in due corpi a “c” contrapposti: uno contiene i luoghi dell’abitare e dell’aggregazione sociale (salone, aule e canonica), l’altro, l’aula liturgica, la cappella feriale e la sagrestia. L’unione di questi due elementi è garantita da una pensilina continua che diventa sul lato sud il largo porticato del salone parrocchiale, luogo di aggregazione sociale all’aperto, mentre sugli altri tre lati mantiene la sua funzione di protezione del percorso perimetrale e dei diversi lucernari del livello superiore.
Al di sopra dell’aula liturgica si eleva una grande “cupola” prismatica, sospesa rispetto al basamento. Sia all’esterno che all’interno dell’aula liturgica, il solido basamento in pietra ed intonaco, con la sua matericità sottolinea l’ancoraggio al terreno. Al contrario la “leggera” scatola soprastante caratterizzata da un’ossatura in acciaio, si smaterializza grazie ai sottili intagli verticali, sembrando così quasi sospesa in cielo.
Prendendo in esame la facciata principale della Chiesa, come in molti esempi del passato, appare un elemento indipendente dalla navata retrostante. Distaccata quindi dal resto sia in pianta che in alzato si erge per oltre 15 m completamente indipendente rispetto all’involucro in cotto, diventando così un segno urbano, ma soprattutto il primo elemento di separazione visiva tra spazio ordinario e sacro.
Altro luogo di separazione è il sagrato che, rialzato da due gradini come proiezione a terra della facciata, costituisce il primo ostacolo fisico del cammino.
Per quanto concerne i percorsi, quello di accesso all’aula liturgica del Sacro Cuore non è immediato, ma avviene tramite un processo di attraversamento dello spazio, caratterizzato da gradini e cambi di direzione. Questo percorso che si può definire iniziatico è distinto in tre momenti: separazione, liminalità e riaggregazione.
All’interno il buio nartece e l’area battesimale laterale costituiscono i luoghi di liminalità ed infine l’accogliente aula a tripla altezza è il luogo deputato alla riaggregazione, i tagli ritmati del volume sospeso scandiscono il tragitto verso l’altare.
Quest’ultimo è messo in risalto da una “pioggia” di luce proiettata dal lato orientale della “scatola” che si piega costituendo così il santuario, segno della presenza di Dio. Per cercare di conciliare la richiesta della Diocesi di un impianto liturgico “bifocale” che derivasse dalle antiche chiese siriache di origine sinagogale con ambone (bèma) al centro dell’assemblea, con la necessità progettuale di uno spazio direzionato basilicale, i progettisti hanno ideato un impianto geometrico non simmetrico, ma impostato su due diversi assi longitudinali di simmetria parziale, derivanti dalla separazione dei due fuochi liturgici: della Parola e dell’Eucarestia. Questo slittamento conferisce contemporaneamente allo spazio, dinamicità e ordine, come dinamico ma ordinato deve essere il rito liturgico. Vi è quindi un asse (A) su cui si allineano l’altare, l’ingresso principale e la copertura dell’aula, ed un altro asse (B) su cui si attestano l’ambone al centro della cavea litica dell’aula, il fondale absidale e la facciata della chiesa. Queste simmetrie parziali producono un equilibrio dinamico delle parti, sia all’interno dell’aula, che in facciata, dove il corpo metallico di ingresso, spostato rispetto al centro, viene bilanciato dal traliccio di sostegno delle campane.
Per quanto concerne il progetto acustico, si focalizza da una parte sulla riduzione della qualità riverberante dell’ambiente e dall’altra su un sufficiente isolamento acustico tra esterno ed interno.
L’illuminazione generale si concentra sull’aula e in parte verso l’alto, per sottolineare la “scatola sospesa”. Proiettori a fascio stretto illuminano invece i fuochi liturgici dell’altare, dell’ambone, del tabernacolo e dell’altare nella cappella feriale.
L'acustica
Davide Raffin Massimo Poldelmengo Sacro Cuore di Gesù BaragallaLa destinazione d’uso degli edifici di culto sottende per l’ambiente una intrinseca condizione acustica che renda sufficientemente comprensibili ai fedeli le parole pronunciate dal celebrante; in altre parole il campo sonoro della sala deve assicurare una intelligibilità del linguaggio parlato tale per cui possa essere assicurata una soddisfacente definizione ai suoni vocalici e consonantici che costituiscono i fonemi della lingua parlata. Una tale caratterizzazione del campo sonoro può essere raggiunta principalmente attraverso le seguenti condizioni: in primo luogo si deve prevedere un adeguato controllo della qualità riverberante dell’ambiente, limitando quindi l’eccessivo prolungarsi del messaggio sonoro al cessare della sorgente (“coda sonora”); in secondo luogo deve essere garantito un sufficiente isolamento acustico dell’ambiente interno rispetto a quello esterno circostante al fine di garantire quel necessario grado di raccoglimento proprio di un luogo di culto. Oltre alla soluzione di questi aspetti è necessario provvedere ad un opportuno dimensionamento e dislocazione di un impianto di diffusione elettroacustica che garantisca un sufficiente livello di pressione sonora in ogni posizione dell’audience.
L'illuminazione artificiale
Davide Raffin Massimo Poldelmengo Sacro Cuore di Gesù BaragallaL’elaborazione del progetto illuminotecnico ha accompagnato di pari passo la genesi dell’organismo architettonico nell’intento di rispettare e valorizzare l’architettura e le simbologie rituali e soddisfare le esigenze liturgiche nelle diverse fasi della celebrazione.
In quest’ ottica si è ricorso ad una gestione illuminotecnica di tipo dinamico e flessibile che ha come scopo, dato il carattere dinamico dell’azione liturgica in genere e ancor più nell’interpretazione conferitale dalla Diocesi di Reggio Emilia, la realizzazione di scenari luminosi diversi nel tempo e nello spazio.
L’illuminazione generale diretta sull’aula ed in parte verso l’alto, ad evidenziare la “scatola sospesa”, è integrata da luci d’accento che sottolineano con intensità, direzione e colore luoghi e momenti liturgici, architettonici ed artistici. A tal riguardo proiettori a fascio stretto, capaci di mimetizzarsi con l’architettura, e a volte di nascondersi addirittura alla vista, illuminano i fuochi liturgici dell’altare, dell’ambone (con sede presidenziale), del tabernacolo e dell’altare nella cappella feriale.
Accorgimenti particolari sono stati riservati all’illuminazione della Via crucis, scandita nel suo percorso da punti luce nascosti che mettono in evidenza lo stacco della “scatola sospesa” dalla parete ed al contempo danno risalto alle opere artistiche. Allo stesso modo la luce d’accento indirizzata sull’altare è affidata a proiettori in linea nascosti dietro al setto inclinato che emulano la luce naturale che filtra dal taglio architettonico sottolineandone il movimento. Il coro, che necessita di un buon livello di illuminazione specie durante la seconda fase della liturgia eucaristica, viene illuminato da una superficie luminosa continua che si identifica nella parete di fondo e ne crea una quinta efficace.
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MATERIALS
 
masonry, stone, brick, reinforced concrete, wood, marble, steel

L’intero complesso è caratterizzato dall’uso di materiali tradizionali. Il corpo basamentale a due piani è interamente in muratura finita ad intonaco. La facciata della chiesa è rivestita di pietra chiara della tonalità dell’intonaco (pietra di Trani) in continuità con il sagrato. Il volume in elevazione in quanto elemento eccezionale, è invece rivestito da mattoni faccia a vista. All’interno la chiesa si presenta divisa in verticale in due parti distinte: una inferiore in pietra, l’altra superiore rivestita in tavole di larice distanziate da larghi tagli verticali che sottolineano le campate e definiscono la luce solare. Il pavimento della chiesa, come le pareti laterali, è in pietra chiara posata a correre, ed è arricchito nell’area presbiteriale da lastre di pietra serena secondo un disegno che sottolinea la direzione dell’assemblea attorno all’altare durante l’Eucarestia.

Le strutture
Le strutture in elevazione saranno costituite prevalentemente da setti in calcestruzzo armato, mentre per gli orizzontamenti, che coprono in genere luci modeste, si farà uso di solai in laterocemento o solette piene in c.a.. La stessa copertura del salone, la cui luce supera il quattordici metri, si presta ad essere risolta con l’impiego di tegoli prefabbricati in cemento armato precompresso.
Più complessa e articolata invece risulta la struttura della chiesa vera e propria.
Esteriormente la presenza del volume che sovrasta l’aula liturgica, emergendo al di sopra della restante parte di edificato, è sottolineata dall’impiego di materiali differenti di rivestimento come mattone e legno; in maniera analoga è la struttura stessa dell’opera: ossatura di acciaio costituita da colonne profilate su cui gravano travi reticolari, lunghe circa 16 metri e poste ad interasse di 2.80 metri, a sorreggere una copertura leggera, a sua volta costituita da una lamiera grecata e da una soletta collaborante in calcestruzzo. Il paramento esterno in laterizio ed il rivestimento interno ligneo saranno appesi alla struttura principale mediante intelaiature secondarie.
La sezione trasversale della chiesa evidenzia la presenza di una trave di bordo in c.a. alla quale le colonne in acciaio sono direttamente ancorate mediante tirafondi.
Attenzione particolare merita anche la facciata principale della chiesa rivestita in marmo, la quale si stacca dal basamento principale e si erge per oltre 15 m completamente indipendente rispetto all’involucro in cotto. Strutturalmente viene concepita come una lama in calcestruzzo armato controventata dalla scala retrostante. Per quanto riguarda infine le strutture di fondazione sono di tipo nastriforme continue sotto le murature in c.a., con spessore pari a 50 cm e larghezza variabile a seconda del setto considerato in relazione agli scarichi al piede.

Gli impianti
Per quanto concerne l’impianto termo-idraulico, si considera la necessità di utilizzare un sistema a pannelli solari termici a supporto dell’impianto a caldaia tradizionale. Il sistema a pannelli radianti a pavimento, ben si adatta ai grandi spazi della chiesa e del salone a doppia altezza. Per questi si calcola una superficie di pannelli solari pari a circa 130 mq, posti sopra al solaio di copertura del salone, a sud del complesso parrocchiale. L’orientamento del corpo di fabbrica permette la collocazione dei pannelli in ritiro rispetto al perimetro dell’edificio e nascosti alla vista di chi si trova all’aperto. Gli accumulatori sono posti nel vano tecnico a ovest del salone. Gli altri vani sono riscaldati con radiatori in acciaio tradizionali.

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LOCATION
 
Continent
Europe
Nation
Italy [Italia]
Region
Emilia-Romagna
Province
Reggio Emilia
Town
Reggio Emilia
Hamlet
Baragalla
Address
Via Guittone d'Arezzo, 8
 
 
Telephone
+39.0522.280.252
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MAP
 
 
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TYPOLOGY
 
ARCHITECTURE
Religious buildings
Churches and places of worship
Parochial centres
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CHRONOLOGY
 
Project
2006 - 2007     project winner of limited competiton
Realisation
2010 - 2012
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BIBILIOGRAPHIC REFERENCES
 
 
Davide Raffin, "Lo spazio che divide e che unisce", Chiesa oggi. Architettura e comunicazione 100, dicembre 2013, "Architettura" pp. 64-67
"Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla", Nuove Chiese Italiane 4 (allegato a Casabella 765, aprile/april 2008), pp. 10-39
"Davide Raffin. Progetto primo classificato", Nuove Chiese Italiane 4 (allegato a Casabella 765, aprile/april 2008), pp. 12-17 (10-39)
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EXHIBITIONS
 
 
Negli Spazi del Sacro. Chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Baragalla a Reggio Emilia, Udine, Gallerie del Progetto, Palazzo Valvason Morpurgo, 29 july/29 august 2010
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ADDITIONS AND DIGRESSIONS
 
 
 
Massimo Poldelmengo è nato a Pordenone nel 1964. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1989 sotto la guida di Fabrizio Plessi. Nello stesso anno ha frequentato la Facoltà di Belle Arti di Madrid. Nel 1990 inizia ad esporre presso l’Associazione Culturale La Roggia di Pordenone e l’anno seguente partecipa alla II Biennale Triveneta Giovani Artisti di Padova e alla collettiva Intercity 3 della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.
È presente a varie edizioni, dal 1993 al 2000, della rassegna d’arte contemporanea “Hicetnunc” a San Vito al Tagliamento. Nel 1996 espone alla rassegna “Nuove Contaminazioni” promossa dalla Galleria d’Arte Moderna di Udine, e in tale occasione sue opere entrano a far parte delle collezioni civiche udinesi e tra quelle del Teatro Nuovo Giovanni Udine.
Dal 1997 è coautore, assieme al musicista Massimo De Mattia, del progetto “AXIOM”, dove si propone una nuova idea di sintesi artistica visivo-uditiva. Negli anni recenti ha privilegiato la manipolazione di materiali foto-video sempre nell’ottica delle grandi costruzioni scultoree al servizio dell’architettura.
All’attività come scultore e creatore di originali installazioni (celebri le sue opere in ferro e le “scale nel vuoto” suo inconfondibile segno distintivo) affianca quello di fotografo professionista per importanti aziende. Sue mostre personali sono state allestite, oltre che in Friuli Venezia Giulia, in importanti Gallerie di città come Venezia, Berlino e Madrid. Fra le sue opere di collezione pubbliche vi sono quadri al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, al Teatro Verdi di Pordenone, alla Galleria d’Arte Moderna di Udine, e nella collezione di Banca Popolare FriulAdria, del comune di Portogruaro (VE) e a Zoppola (PN).
Nel 2007 presenta alla Galleria Totem – il Canale di Venezia la mostra “The Magic War in a Wonderful World” un’animazione digitale ottenuta componendo più di 900 diversi scatti fotografici. Protagonisti del lavoro sono soldatini giocattolo che, a ritmo di un montaggio serrato, si confrontano, più che scontrarsi, con altri oggetti della loro taglia: piccole suppellettili, soprammobili di foggia d’animali, un Buddha in miniatura e altri giocattoli.
Sempre nel 2007 è stato incaricato della realizzazione di opere d’arte per il nuovo complesso parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù di Baragalla a Reggio Emilia, la cui progettazione è stata eseguita, in seguito a concorso nazionale, dal prof. arch. Davide Raffin. La giuria ha premiato il progetto affermando che: “Sul piano liturgico, il progetto evidenzia un interessante impianto complessivo, ben articolato e flessibile; sul piano dell’architettura, il progetto interpreta lo spazio sacro facendosi carico dei linguaggi della contemporaneità, ricorrendo all’uso della luce come efficace elemento architettonico, riproponendo, altresì, in questo innovativo spazio, i documenti del precedente edificio: il Sacro Cuore di Lucio Fontana, la Via Crucis di Angelo Biancini”.
Poldelmengo è risultato vincitore nel 2009 del Premio “In Sesto” scultura e installazione nello spazio urbano in occasione della 4° edizione di Palinsesti, rassegna d’arte contemporanea di San Vito al Tagliamento.
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CLIENT
 
 
CEI Conferenza Episcopale Italiana
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STRUCTURES
 
 
Andrea Trame
Giacomo Caldelli
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STAFF
 
Associate designers
Massimo Poldelmengo
Art intervention
Massimo Poldelmengo
Ecclesiastic consultant
Don Roberto Tagliaferri
Alessandro Pizzolato
Collaborators
Maira Bortolon, Roberta Nardi, Sara Odorizzi, Anna Rizzotto, Elena Tiziano, Eva Visenti
Lighting engineer
Giulia Iseppi Perosa
Graphic design
Andrea Malacchini
Acoustical consultant
Giovanni La Porta
 
 
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